Posts Tagged ‘vichinghi’

Il 12 luglio 2016 si è svolta la presentazione di Viking Connection ai Musei Civici di Reggio Emilia nell’ambito della XVII rassegna Cinema tra le rovine intitolata “VIKING CONNECTION: arrivano I Vichinghi!”

Presentazione Viking Connection

Presentazione di Viking Connection

 

La presentazione di Viking Connection ai Musei Civici di Reggio Emilia si è svolta nel suggestivo  chiostro dei marmi romani, dove  il pubblico spero abbia gradito la ricostruzione delle ragioni che mi hanno indotto ad ambientare a Reggio Emilia un racconto noir / giallo che si apre con un efferato delitto dalle dinamiche molto simili all’omicidio rituale vichingo dell’aquila di sangue. Durante il dialogo con il pubblico sono state toccate alcune curiosità storiche e la somiglianza di un misterioso manufatto con le fortezze circolari vichinghe denominate “Trelleborg”.

 

Fotografia presentazione Viking Connection

Fotografia presentazione Viking Connection

 

Al termine della presentazione si è svolta la proiezione del film “I Vichinghi” di R. Fleischer del 1958, che ha contribuito a rendere ancora più speciale e godibile la serata.

Locandina presentazione Viking Connection

Locandina presentazione Viking Connection

 

Ringrazio i Musei e l’Ufficio Cinema del Comune di Reggio nell’Emilia per avere organizzato e ospitato la presentazione di Viking Connection ai Musei Civici di Reggio Emilia e di avere dato alla prestigiosa rassegna “Cinema tra le rovine” di quest’anno proprio il titolo del mio racconto. Un ringraziamento particolare va al Responsabile delle collezioni archeologiche ed etnografiche dei Musei Civici – il dott. Roberto Macellari – per l’invito, la bella introduzione, il lusinghiero giudizio da lui espresso su Viking Connection e per gli spunti offerti per futuri racconti della serie “Le indagini del maresciallo Ferretti”

Un grazie a tutti coloro che con la loro attenta partecipazione hanno contribuito alla riuscita della serate e a chi vorrà postare commenti.

Mantieni monitorato il sito e la pagina Facebook del romanzo per essere sicuro di non perderti le curiosità sui prossimi eventi e sui miei libri già disponibili in libreria e sull’uscita dei prossimi.

Non dimenticare di scrivermi e farmi avere i tuoi giudizi, critiche e pensieri in libertà… e farò il possibile per risponderti non appena possibile – I L Federson

L’amico Petronio Malagoli ha scritto “la vera historia del Trelleborg di Gattatico“, un divertente prequel di Viking Connection che, di seguito, riporto integralmente con gratitudine per la sagacia, la simpatia ed il graditissimo supporto. Se anche tu hai contributi relativi a romanzi, non esitare ad inviarmeli e sarà mia cura condividersi su questo blog e sulla pagina Facebook.
Viking Connection

Cliccare sull’ immagine per visualizzarla a pagina intera

 
Questa historia è tratta da un manoscritto inedito di Paolo Diacono che, sulla via del successo editoriale di Historia Longobardorum, scrisse anche Historia Vichingorum

La vera historia del Trelleborg di Gattatico.

Quando, dopo venti lune di navigazione, sulla nave vichinga cominciarono a scarseggiare lo stoccafisso, il baccalà e le aringhe affumicate, il comandante Renz decise di avvicinarsi alla costa per trovare un approdo.

Il timoniere Skip diresse il battello verso un’insenatura che sembrava un fiordo ma dopo un breve tratto la chiglia grattò il fondo sabbioso; si erano infilati nella foce del Magra.

A forza di braccia e di irripetibili imprecazioni riuscirono a mettere la prua in direzione del mare aperto. Il cartografo di bordo Petr consultò il suo atlante stampato su pelli di renna e suggerì di procedere verso Est alla ricerca del porto di Luna. Non potevano non trovarlo !! Era protetto da ciclopici muraglioni ed era attrezzato per l’attracco di qualsiasi tipo d’imbarcazione.

Nascoste le armi, sbarcarono, compilarono i moduli richiesti dalle diffidenti Autorità Portuali liguri, dichiarando di essere pii, virtuosi pellegrini diretti a Roma e chiesero di poter comprare pane e crauti.

La visita alla città confermò quanto descritto dalle agenzie turistiche di Bodo: belle ville, negozi con ogni ben degli dei, gente vestita con sontuosi abiti, chiese, arena, biblioteche, lupanare, Il paradiso degli eroi, descritto dai Vecchi Saggi, era certamente così.

Constatata l’assenza di uomini armati, all’imbrunire risalirono sulla nave per recuperare le armi.

Fu un gioco da ragazzi: dopo qualche randellata in testa gli abitanti scapparono in massa verso le colline lasciando la città in mano ai predoni.

Il bottino fu enorme e tutta merce griffata: vasi con la scritta “Made in Sicilia, Importatore Verre Spa”, altri quasi uguali ” Made in Catai”, monili, “Florentia Design”, zamponi “Coop Mutina”, monete d’oro romane, bizantine egiziane, greche e statue in avorio, bronzo, marmo, giada ed argento; tutta merce pregiata “Made in Catai”.

Senza l’aiuto delle renne, con tutto quel bottino sulle spalle, fu un’impresa faticosa raggiungere il porto, dove li aspettava la loro nave, ma… la nave non c’era più. Sul molo trovarono un cartello: Grazie!!! Torno subito. Ossequi alla Signora. Renz riconobbe subito l’autore di quel biglietto da visita, scritto in bei caratteri runici. Muss, il ladrone di barche aveva colpito ancora. Ladrone si ma sempre gentiluomo.

Durante la notte, dopo un rito propiziatorio, celebrato da Monsignor Paro, il cappellano di bordo, il Consiglio degli Anziani stabilì che non rimaneva altro da fare che raggiungere la patria a piedi.

Renz alzò il pugno sinistro verso il cielo, non per salutare i compagni né per inveire contro gli dei ma per calcolare quanto era distante la loro patria.

La stella polare era alta due nocche sull’orizzonte, mentre a casa sua era alta ben quattro nocche. Fece un calcolo mentale con i numeri runici ed annunciò che in solo 55 lune avrebbero ritrovato le loro famiglie.

Costruirono delle slitte, caricarono il bottino e, canticchiando una marcietta imparata dai guerrieri germani, si avviarono verso Nord. Fortuna volle che sulle prime colline incontrassero buona parte dei cittadini fuggiti da Luna. Catturarono gli uomini più robusti, per costituire le mute che avrebbero trainato le slitte e, per un questione di costi – benefici, caricarono anche una ventina di ragazze, tutte rigorosamente more. Quelle si che erano belle donne, non quelle stangone bionde, e slavate svedesi!!!

Il giorno successivo giunsero ad Aulla. Impensabile mettere a sacco anche quella cittadina presidiata da una guarnigione di nerboruti mercenari: meglio presentarsi come mercanti. Su un banchetto improvvisato esposero suppellettili in argento, alcuni abiti prêt à porter, made in Lutetia ed un paio di ragazzotte. Riuscirono a barattare parte della merce in cambio di un barile di aringhe del Catai, ma nessuno volle le brunette, nemmeno i nerboruti mercenari che prenotarono invece un carico di bionde stangone svedesi. De gustibus…

Renz si rese conto che il travestimento da mercanti era stato una buona idea ma poteva destare la cupidigia di qualche ladrone lungo il percorso verso Pons Tremulus, decise perciò di inviare degli esploratori in avanscoperta, come era solito fare quel generale romano, citato sul suo libro di storia. Gli esploratori ritornarono… nudi. Che vergogna !!! Loro onorati pirati, onesti saccheggiatori, esimi razziatori, farsi derubare da ladruncoli da strada

Petr suggerì di percorre la “Strada delle cento miglia” antica via dell’ “Itinerarium Antonini”, un impervio tracciato che superava le montagne al Malpasso, l’odierno Lagastrello.

Ai bordi della strada, molto accidentata, c’erano ancora pietre miliari romane ed a Tavernelle transitarono su un ponte costruito dai legionari, era lo stesso ponte su cui tre secoli prima erano transitati i Longobardi di Rotari per affrontare i Bizantini – Romani sullo Scoltenna.

Tutto filava; liscio le uniche grane furono piantate dalle ragazzotte more che si rifiutarono di continuare la dieta a base di arringhe affumicate e furono costrette a raccogliere funghi, bacche e castagne con effetti catastrofici per le loro manine. Per tenerle calme Petr mostrò loro la carta dove nei pressi del valico figurava il simbolo di una mano, certamente l’insegna di un manicure, anche se il bugiardo sapeva che era la “mano patente” simbolo di un ospedale aperto a tutti ” Patet omnibus”.

Una delegazione raggiunse l’Ospizio di Linari, gestito dai Benedettini, per comprare liquori ed unguenti, al loro rientro giurarono che la “Maison de Beauté” era chiusa per una vertenza sindacale.

La discesa lungo l’Enza fu piacevole. Le slitte scivolavano lungo prati fioriti, le ragazze potevano finalmente lavarsi, anche se gli anziani vichinghi ritenevano poco igienica la strana abitudine degli Italici di bagnare la pelle con acqua invece di cospargerla con il grasso di lontra.

Ogni valle portava nuovi gradevoli odori che incuriosivano i rudi guerrieri e mandavano in visibilio le schiave lunigiane che interpretavano ogni sfumatura di quei deliziosi profumi:

  • Dio mio!!! ma quella è la torta di castagne,
  • Che goduria !!! quelle sono le lasagne verdi, condite con il ragù di carne, proprio come faceva mia zia di Berceto,
  • Scommetto che stanno affettando un salame di Felino, me le regalò cinque fette il nostro pizzicagnolo in occasione del mio diciottesimo compleanno,
  • Che delizia!!! stanno preparando gli anolini, sento il borbottio dello stracotto di asina che sta cuocendo, irrorato dal vino che cade goccia a goccia …
  • Sostenetemi, mi sento svenire !! quella è la famosa torta fritta e …

Svenne nelle braccia di Thor, un atletico vichingo, 1,90 al garrese.

Superata la via Emilia, poco praticabile per l’assenza di manutenzione, furono investiti da effluvi di aromi deliziosi, mai sentiti prima. La più golosa di tutte chiese ad un monaco di passaggio che cosa fosse quel profumo divino. Il chierico errante, un po’ imbarazzo rispose:

  • Come sorelle, non conosce il salume che viene dalla Bassa, chiamato cul… scusate: sederello ?

 Raggiunto Tannetum, ridotta a pochi ruderi, il Consiglio degli Anziani convinse Renz a interrompere il viaggio e svernare in quella località abitata da gente pacifica e dai gusti gastronomici raffinati.

Tutti accolsero favorevolmente la notizia. I guerrieri con le scarpe logore intendevano comprare nuove calzature presso un calzolaio di Parma che aveva in passato fornito ad un viandante, divenuto santo, un modello indistruttibile; per gli uomini da slitta era l’occasione per costruire ruote in lega leggera; le fanciulle avrebbero potuto scambiare ricette con le massaie emiliane e cucinare cibi decenti per quei biondoni che, tutto sommato non erano poi così cattivi

In effetti, da quando era stato superato il valico, qualcosa era cambiato nei rapporti tra barbari e prigionieri. L’unico atto violento lo commise la golosona, quando strappò dalla bocca di un bambino due palmi di tosone appena tagliato.

La sindrome di Taneto anticipò di un millennio quella di Stoccolma. Il fatto che la nazionalità dei rapitori fosse sempre la stessa è puramente casuale… o no ?

Un parte degli anziani che non vedeva di buon occhio i cordiali rapporti tra i fieri guerrieri del Nord e gli smidollati Padani e che soprattutto temeva un imbastardimento delle tradizioni e dei riti tramandati dagli avi di discendenza divina, costituì una società segreta, per tutelare, anche con violenza, la purezza della loro razza.

Non fu difficile convincere gli altri membri del Consiglio degli Anziani a far erigere un piccolo trelleborg che probabilmente sarebbe stata anche la loro ultima dimora. I giovani Vichinghi, commossi ubbidirono…

Per sapere come andò a finire, consiglio la lettura del bellissimo libro Viking Connection di I.L. Federson.

Buona lettura.”

 

Avevo detto che si trattava di un divertente prequel di Viking Connection!
Come sempre, grazie per il tuo supporto e per i commenti che vorrai postare. Mantieni monitorato il sito e la pagina Facebook del romanzo per essere sicuro di non perderti le curiosità e l’uscita dei prossimi romanzi. Non dimenticare di scrivermi e farmi avere i tuoi giudizi, critiche e pensieri in libertà e farò il possibile per risponderti non appena possibile – I L Federson

Viking Connection sarà presentato al pubblico a Taneto di Gattatico (ossia il luogo di ambientazione del romanzo giallo) il 26 p.v. alle ore 21.00, presso la nuova Sala Civica Polifunzionale di Piazza Tannetum, durante l’evento “Libri in vetrina” nell’ambito della rassegna “EstArte 2014“: vi aspetto numerosi!!!! Questa è la locandina della presentazione:
Locandina della presentazione del romanzo Viking Connection nell'ambito della rassegna in EstArte
Cliccare sull’ immagine per visualizzarla a pagina intera
.
Ho creato un evento ad hoc in Facebook, e vi invito a segnalare la tua partecipazione, diffondere la notizia, portare amici con te, lasciare commenti, visitare la mia pagina Facebook e quella di Viking Connection.
.
Segnalo con piacere e riconoscenza, inoltre, la presenza alla serata di alcuni componenti del gruppo “:Fjording.Sønner.Hird:!“, specializzato in rievocazioni vichinghe, che completeranno la presentazione del libro con folklore e didattica sul mondo vichingo. Sono sicuro che rappresenteranno il momento di maggior interesse della serata.

Immagine del gruppo ":Fjording.Sønner.Hird:!" tratta da Facebook e MySpace

Cliccare sull’ immagine per visualizzarla a pagina intera

.

Per maggiori informazioni sul gruppo “:Fjording.Sønner.Hird:!” potrete fare riferimento alla loro pagina Facebook.
.
Peraltro, quando si dice “le coincidenze”: la presentazione del libro Viking Connection è prevista di giovedì (“il giorno di Giove” nelle lingue latine), che nelle lingue di ceppo nordico (“Thursday” in inglese, “Donnerstag” in tedesco, “Torsdag” nelle lingue scandinave, ecc.) deriva dal termine norvegese antico Þorsdagr, che significa “il giorno di Thor” (ossia il dio del tuono dei vichinghi e, in genere, di molte religioni nordiche pre-cristiane…)
Quadro del 1872 di Mårten Eskil Winge che ritrae Thor, la divinità vichinga / nordica del tuono

Thor di Mårten Eskil Winge, 1872

Cliccare sull’ immagine per visualizzarla a pagina intera

Come sempre, grazie per il tuo supporto e per i commenti che vorrai postare. Mantieni monitorato il sito e la pagina Facebook del romanzo per essere sicuro di non perderti le curiosità su questo libro e l’uscita dei prossimi romanzi. Non dimenticare di scrivermi e farmi avere i tuoi giudizi, critiche e pensieri in libertà e farò il possibile per risponderti non appena possibile – I L Federson
Un amico ha fatto giustamente presente che il materiale storico riportato in questo sito può indurre a pensare erroneamente che la distruzione dell’antica Luni da parte dei vichinghi e la costruzione del “trelleborg” di Taneto possano essere fatti coevi.
Anfiteatro di Luni
Cliccare sull’ immagine per visualizzarla a pagina intera
In realtà, come descritto nel racconto al cap. 7 di Viking Connection, tra le due cose potrebbero essere passati più di cent’anni. Il discorso del saccheggio di Luni nel IX sec. (e il fatto che da lì partiva una specie di “autostrada” dell’antichità verso la pianura padana, attiva poi anche nei secoli successivi) è riportato al solo scopo di dimostrare che non è impossibile che i vichinghi fossero scesi lungo la Val d’Enza in periodi successivi (in particolare, alla fine del X sec. o agli inizi dell’XI, cioè nel periodo in cui costruivano nel nord Europa le fortezze circolari comunemente denominate “Trelleborg“). Se davvero il “recinto” di Taneto fu una fortezza circolare, per le sue dimensioni poteva essere un piccolo avamposto, adatto forse ad ospitare un clan/villaggio colpito da una specie di “damnatio memoriae”, in fuga dal resto del popolo vichingo e alla ricerca di un rifugio sicuro il più lontano possibile dalle coste.

Viking Connection - Confronto tra antico recinto circolare di Gattatico (RE) e fortezza circolare vichinga di Trelleborg

Viking Connection - confronto tra antico recinto circolare di Gattatico che ha ispirato il romanzo e fortezza circolare vichinga di Trelleborg

Cliccare sulle immagini per visualizzarle a pagina intera

Sono ipotesi, ovviamente. Il territorio di Gattatico, purtroppo, tende a restituire pochissimi reperti antichi, questo in quanto i depositi alluvionali del fiume Enza hanno sepolto i resti di quell’epoca a metri di profondità … e la presenza delle risorgive/fontanili provoca l’allagamento costante delle trincee di scavo. Si pensi, ad esempio, che tutte le fonti concordano sulla presenza in quella zona della città romana di Tannetum (più importante secondo molti storici della stessa Regium Lepidi – l’odierna Reggio Emilia), ma ancora non è stato trovato nulla. Questo per dire che il fatto di non aver trovato nulla di vichingo in quell’area significa poco… .

Vichinghi

Cliccare sull’ immagine per visualizzarla a pagina intera

Come già scritto in precedenza, nonostante al momento non esistano studi scientifici che attestino la paternità vichinga del manufatto o la presenza dei vichinghi a Reggio Emilia e Parma, non si può negare che vi siano somiglianze tra il terrapieno citato ed i Trelleborg e ciò ha fatto scattare in me la voglia di scrivere un romanzo giallo di stile scandinavo – conciso e con venature noir, thriller, fantastorico e fantapolitico -, ambientato in Emilia-Romagna.

Purtroppo, da oltre un secolo si sono perse le tracce del terrapieno circolare di Taneto e non è facile stabilirne l’esatta collocazione per poter eseguire eventuali indagini/scavi, in quanto le fonti riportano distanze discordanti e generiche. Chissà che le autorità competenti possano un giorno ritrovare le tracce del “recinto” e condurre indagini scientifiche accurate che consentano di capirne l’origine e l’impiego (es.: anfiteatro romano? Trelleborg? fortezza celtica?…).

Grazie fin d’ora per i commenti che vorrai postare. Mantieni monitorato il sito e la pagina Facebook del romanzo per essere sicuro di non perderti le curiosità su questo libro e l’uscita dei prossimi romanzi.

Non dimenticare di scrivermi e farmi avere i tuoi giudizi, critiche e pensieri in libertà e farò il possibile per risponderti non appena possibile – I L Federson

In questo video – la cui visione e’ sconsigliata ai minori di 18 anni od alle persone troppo impressionabili – disponibile su YouTube e tratto dal format “Mille modi per morire ©”  è stata ricostruita la lugubre pratica vichinga dello squartamento dei traditori o dei capi nemici che avevano osato resistere con la forza ai loro saccheggi, la tristemente celebre “aquila di sangue”, pensata per spaventare e disincentivare i tentativi di ostacolare le loro conquiste e citata nel romanzo Viking Connection

 

L’aquila di sangue è rappresentata anche in una sezione della Stele di Stora Hammar, in Gotland (Svezia), riportata di seguito, ed è citata in un gran numero di fonti storiche, saghe popolari, libri, romanzi, fumetti, film, telefilm e giochi per console elettroniche.

 

Aquila di Sangue rappresentata nella sezione della Stele di Stora Hammar, in Gotland, Svezia

Sezione della Stele di Stora

 

Grazie fin d’ora per i commenti che vorrai postare. Mantieni monitorato il sito e la pagina Facebook del romanzo per essere sicuro di non perderti le curiosità su questo libro e l’uscita dei prossimi romanzi.

Non dimenticare di scrivermi e farmi avere i tuoi giudizi, critiche e pensieri in libertà e farò il possibile per risponderti non appena possibile – I L Federson

Arold Dente Blu (detto anche Aroldo Dente Azzurro o Aroldo I° di Danimarca, – in danese, Harald Blåtand – in inglese Harold Bluetooth), re scandinavo citato nel romanzo Viking Connection, ebbe il merito di unificare il popolo vichingo, prima di lui dilaniato da continue guerre interne tra villaggi sempre in lotta. Questa sua abilità nel riuscire a far dialogare tra loro istanze apparentemente così inconciliabili ha indotto gli inventori della tecnologia Bluetooth™ a dare al loro protocollo il nome del re vichingo e ad utilizzare le lettere runiche Runic letter ior.svg e Runic letter berkanan.svg – analoghe alle moderne H e B, iniziali di Harald Blåtand -, per creare il logo oggi famoso in tutto il mondo. Come, infatti, Arold Dente Blu riuscì a far comunicare tra loro tribù che non si sentivano parte di un unico popolo, così  lo standard tecnico Bluetooth è capace di mettere in comunicazione dispositivi di diversa natura normalmente non in grado di scambiarsi informazioni.

I vichinghi e la tecnologia Bluetooth

È durante il regno di Arold Dente Blu, poi, che si diffusero la cristianità nelle sue terre e le fortezze circolari vichinghe comunemente denominate “Trelleborg“, molto simili all’antico e misterioso terrapieno circolare di Taneto di Gattatico – tra le Provincie di Reggio Emilia e Parma – che ha ispirato il romanzo.

.

Peraltro, nel recente articolo Signs of the Times” tratto dal numero di maggio 2014 della Harvard Business Review, nell’esaminare alcuni simboli grafici che hanno fatto epoca – alcuni dei quali caduti ormai in disuso, altri ancora attuali – si ribadisce quanto detto sopra circa l’origine vichinga del logo Bluetooth™. Interessanti, i riferimenti anche agli altri simboli, compreso il sempre-verde ed ubiquo “@“, di origine latina e veneziana.

Estratto dall'articolo della Harvard Business Review "Signs of the times" (maggio 2014)

Estratto dall’articolo della Harvard Business Review “Signs of the times” (maggio 2014)

.

Grazie fin d’ora per i commenti che vorrai postare. Mantieni monitorato il sito e la pagina Facebook del romanzo per essere sicuro di non perderti le curiosità su questo libro e l’uscita dei prossimi romanzi. Non dimenticare di scrivermi e farmi avere i tuoi giudizi, critiche e pensieri in libertà e farò il possibile per risponderti non appena possibile – I L Federson

In queste immagini si può vedere un raffronto tra la ricostruzione grafica (basata su fonti storiche documentate, riportate anche dalla bibliografia consigliata) del misterioso ed antico terrapieno circolare che si trovava a Taneto di Gattatico – in Provincia di Reggio Emilia e non lontano da Parma -, che ha ispirato il romanzo Viking Connection e le fortezze circolari vichinghe del nord Europa comunemente denominate “Trelleborg“.

Viking Connection - Confronto tra antico recinto circolare di Gattatico (RE) e fortezza circolare vichinga di Trelleborg

Viking Connection - confronto tra antico recinto circolare di Gattatico che ha ispirato il romanzo e fortezza circolare vichinga di Trelleborg

Dimensioni approssimative del misterioso recinto di Taneto di Gattatico

Dimensioni approssimative del misterioso recinto di Taneto

Crop mark del "Castellazzo" di Taneto di Gattatico

Crop mark del “Castellazzo” di Taneto di Gattatico

Cliccare sulle immagini per visualizzarle a pagina intera.

Nonostante al momento non esistano studi scientifici che attestino la paternità vichinga del manufatto o la presenza dei vichinghi a Reggio Emilia e Parma, non si può negare che vi siano somiglianze tra il terrapieno citato ed i Trelleborg della mia amata Scandinavia. Peraltro, Taneto era fin dall’antichità raggiungibile per via fluviale dall’Adriatico e si trova sull’antichissima strada che congiungeva l’importante antica città di Brixellum (l’attuale Brescello) all’antica Luni (distrutta proprio dai vichinghi nel IX sec.). Tutto ciò ha fatto scattare in me la voglia di scrivere un romanzo giallo di stile scandinavo – conciso e con venature noir, thriller, fantastorico e fantapolitico -, ambientato in Emilia-Romagna.

Purtroppo, da oltre un secolo si sono perse le tracce del terrapieno circolare di Taneto e non è facile stabilirne l’esatta collocazione per poter eseguire eventuali indagini/scavi, in quanto le fonti riportano distanze discordanti e genericamente “a settentrione” rispetto ad un secondo importante manufatto, il Castellazzo” (questo invece ancora perfettamente localizzabile e già oggetto di scavi). Auspico che le autorità competenti possano un giorno ritrovare le tracce del “recinto” – magari attraverso l’uso dei rilievi aerei/satellitari di “crop marks“, georadar, … – e condurre indagini scientifiche accurate che consentano di capirne l’origine e l’impiego.

Per ci fosse interessato ad approfondire la conoscenza delle fortezze circolari vichinghe denominate “Trelleborg”, così importanti per la trama del romanzo, suggerisco di leggere i bellissimi articoli di una simpatica e preparatissima ricercatrice italiana dell’Università Danese di Aalborg – Emanuela Marchetti – pubblicati su “Instoria.it” nel 2007:
Primo articolo
Secondo articolo
Terzo articolo
Quarto articolo
Quinto articolo

 

Grazie fin d’ora per i commenti che vorrai postare. Mantieni monitorato il sito e la pagina Facebook del romanzo per essere sicuro di non perderti le curiosità su questo libro e l’uscita dei prossimi romanzi.

Non dimenticare di scrivermi e farmi avere i tuoi giudizi, critiche e pensieri in libertà e farò il possibile per risponderti non appena possibile – I L Federson

Calendario
December 2018
M T W T F S S
« Jul    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Archivi